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Come crescere bambini curiosi

Barbara Damiano 07.02.2019

La curiosità intellettuale: che grande dono! Uno strumento che ci avvantaggia nella vita, perché ci rende propensi a esplorare le nostre capacità e il mondo circostante, a progredire, accrescere la nostra cultura e anche le nostre potenzialità.

 

I bambini piccoli (intorno ai due – tre anni) sono curiosi per natura: amano essere coinvolti ‘nelle cose dei grandi’: chiedono di aiutarci ad apparecchiare la tavola, a stendere il bucato, a togliere la polvere dai mobili…

 

Non a caso Maria Montessori, nel suo metodo scientifico e pedagogico, riteneva fondamentali queste attività – cosiddette della vita pratica – per lo sviluppo sereno e positivo del bambino.

 

Obiettivo: una progressiva capacità di indipendenza e fiducia in sé.

 

Ogni genitore vorrebbe figli intelligenti e curiosi: non solo per vanità (naturale, sana!), ma anche per il benessere stesso dei figli: le persone intelligenti avranno sicuramente più successo nella vita, maggiori possibilità di affermarsi negli studi e nel lavoro, e anche maggiori capacità di ‘intelligenza sociale’.

 

Perché, ricordiamoci, esistono diversi tipi di intelligenza: le famose ‘intelligenze multiple’.

Sono almeno 8 i tipi di intelligenza presenti in ciascuno di noi, più o meno sviluppati:

 

  1. intelligenza linguistica;
  2. intelligenza logico-matematica;
  3. intelligenza spaziale;
  4. intelligenza musicale;
  5. intelligenza corporeo-cinestetica;
  6. intelligenza naturalistica;
  7. intelligenza inter-personale;
  8. intelligenza intra-personale.

 

Ecco, dunque, che ciascun bambino può essere intelligente a suo modo: unico, originale, straordinario – sviluppando una o più di queste intelligenze, grazie alla propensione ad essere curioso, imparare di più, accrescere se stesso e le proprie potenzialità.

 

Come alimentare la curiosità nei bambini?

 

Tanti sono i modi per aumentare il senso di curiosità e di scoperta nei bambini.

 

Essere creativi: alimentare la creatività dei bambini, aiutandoli a sperimentare con il colore, i collage, le attività extra scolastiche e i ‘lavoretti’ in famiglia.

 

Essere liberi: una persona curiosa non deve essere vincolata da sbarramenti di pensiero. Deve poter scegliere i propri valori, cercare se stesso negli altri e nelle nuove esperienze, sperimentando l’autonomia e l’indipendenza culturale.

 

Essere capaci di accettare il fallimento: un vero creativo è una persona che ha imparato ad esercitarsi, a sbagliare, a riprovare, a correggere l’errore, ad accettarlo.

 

La sfida, per i nostri figli, sarà quella di essere presenti nel qui e ora, imparare a concentrarsi sul momento presente: la cosiddetta mindfulness.

 

Questa consapevolezza, associata alla libertà di scegliere e di pensare, e alla capacità di resistere ai propri fallimenti, è la sorgente da cui nascono le persone creative di domani.

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