Benvenuto in OVS
Grazie per esserti iscritto alla nostra newsletter!
Scopri le nostre collezioni!
Ci dispiace, ma non possiamo iscrivere questo indirizzo perché è già presente un utente già registrato su OVS.it con questa email.

Se vuoi modificare l'indirizzo con cui sei registrato alla newsletter devi accedere al sito OVS seguendo questo link e poi entrare nella sezione 'dati personali'.

Se ti servono maggiori informazioni, non esitare a contattare il nostro servizio clienti.

Come evolvono le emozioni nei bambini in base all’età

Barbara Damiano 17.01.2019

Ogni genitore prova il desiderio di crescere figli felici, fiduciosi e sicuri di sé: in una parola resilienti, ovvero capaci di far fronte ai problemi della vita in modo creativo e positivo, trovando le risorse interne per affrontarli.

 

La fiducia in se stessi tuttavia non è innata: gli adulti hanno il potere di minare fortemente questa caratteristica, già nei bambini piccoli, se questi ultimi non ricevono sufficienti attenzioni e amore.

 

Lo sguardo del genitore, l’attaccamento fisico – il cosiddetto bonding -, la relazione emotiva che i genitori instaurano con il neonato, saranno caratteristiche fondamentali per renderlo forte e fiducioso.

 

I genitori possono essere definiti ‘allenatori emotivi’, ovvero coloro che aiutano i figli a sviluppare la propria intelligenza emotiva.

 

Come si sviluppa l’intelligenza emotiva nei bambini?

 

Innanzitutto dobbiamo accettare, come genitori, che anche i bambini provano emozioni negative, e che queste non vanno negate, né ostacolate nella loro espressione.

 

Non possiamo infatti pensare che i bambini debbano essere sempre felici. E’ giusto accogliere anche la loro rabbia, tristezza, frustrazione e gelosia, senza minimizzarle e senza bloccarle.

 

La domanda che quindi ci dobbiamo porre è: cosa mi sta comunicando mio figlio con il suo pianto o la sua frustrazione? Sta provando un disagio?

 

Come genitori possiamo prevenire alcuni di questi disagi del bambino, cercando innanzitutto di non eccedere in stimoli: lo stimolo giusto va dato all’età giusta.

 

I cosiddetti capricci dei bambini non vanno dunque ignorati (Ignoralo, vedrai che smetterà!), ma vanno ascoltati e tradotti in parole semplici, ovvero verbalizzati: per spiegare al bambino, in modo che sia a lui comprensibile, cosa sta provando nel momento in cui lo sta provando.

 

Le tappe delle emozioni suddivise per età

 

  • Già nella pancia della mamma il bambino si può sentire amato e atteso, quando i genitori interagiscono con lui attraverso il tatto, la musica, le parole. Già nella pancia questi gesti d’amore lasciano un segno sull’intelligenza emotiva del bambino, preparandolo a diventare competente delle sue emozioni.

 

  • Negli anni seguenti, i genitori accresceranno lo sviluppo emotivo del bambino non solo con la comprensione e l’attaccamento, ma anche imparando a sottrarsi all’ansia della crescita, educando il bambino in modo positivo.

 

  • Nei Terrible Twos, o Terribili Due Anni, il bambino ‘sfiderà’ la pazienza dei genitori nel tentativo di autodeterminarsi e riconoscersi come individuo a sé, staccando il cosiddetto ‘cordone ombelicale psichico’. Anche in questo caso i genitori dovranno accompagnare la crescita con la loro autorevolezza, la pazienza, la serenità: se infondiamo ai bambini la calma, impareranno a non farsi prendere dall’ansia di fronte agli inevitabili problemi della vita.

 

  • Negli anni della scuola materna ecco nascere la verbalizzazione: il bambino potrà imparare, con il nostro aiuto, a nominare ad alta voce i sentimenti, comprenderli, abbracciarli e cambiarli se sono negativi.

 

  • Arriveremo dunque all’adolescenza, in cui la crescita emotiva dei ragazzi sarà a volte esplosiva: ancora una volta noi genitori dovremo fornire ai figli una competenza emotiva vera e propria, per aiutarli a regolare i propri sentimenti senza negarli, ma anche senza farsene travolgere.
SHOP ONLINE