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Il diario di viaggio

Barbara Damiano 25.05.2017

Noi siamo tra quelli che non vanno in vacanza in estate, per mille motivi: a volte è stato perché non potevamo permettercelo, a volte era perché c’erano i nonni malati, altre volte perché abbiamo capito che ci piaceva così. Ma lo stesso abbiamo scritto un diario di viaggio.

 

Non è semplice per i bambini comprendere che si può trascorrere un’estate felice anche senza fare vacanze tradizionali.


Al rientro a scuola i compagni spesso ci ridono su, oppure ci si trova davanti all’imbarazzo di rispondere alle domande di un test o al classico tema: Le mie vacanze.

 

A mia figlia vorrei insegnare altro.
Vorrei insegnarle che il viaggio non è la destinazione, ma il percorso.

 

E che ci sono lì fuori moltissimi altri bambini che non andranno in vacanza, ma questo non impedisce loro di passare vacanze divertenti, interessanti, culturali, creative.

 

Quest’anno realizzeremo insieme un diario di viaggio per chi non viaggia: una sorta di art journey, in cui potremo scrivere testi, attaccare fotografie, ritagli di viaggio e impressioni, disegnare e dipingere.

 

Un diario creativo che racconti il viaggio dal punto di vista della relazione genitore-figlio, attraverso lo sviluppo della creatività.

 

Basterà fare piccole gite di un giorno, andare a scoprire la nostra città e la nostra regione, andare a spasso nei dintorni di casa.

 

L’avventura è il modo in cui guardi alla vita, il modo in cui tu senti esplodere la felicità dentro.

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