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Le parole magiche da usare in famiglia

Barbara Damiano 26.01.2017

Quando eravamo piccoli i nostri genitori ci dicevano sempre: Qual è la parola magica? Grazie! Come soldatini rispondevamo a raffica a questa e altre domande, e ai vari incoraggiamenti: Saluta!, Dai un bacino alla zia!, Rispondi!

 

Gentilezza, autenticità, compassione, empatia, valori: tutto questo si impara quando ci si sente amati e al sicuro. Compresi. Stimolati dall’esempio di chi ci sta attorno.

 

Non possiamo pretendere che nostro figlio sia gentile con gli estranei, se noi in casa siamo spesso nervosi o di corsa o sgarbati.

 

Le parole magiche dovrebbero essere parte, innanzi tutto, del nostro vocabolario di genitori: per favore, ti voglio bene, sono fiero di te, ti capisco, non ti preoccupare.

 

Siamo in mezzo a due sensazioni opposte: da una parte proteggere i figli; dall’altra aiutarli a cavarsela da soli.

 

Maria Montessori ha dato una risposta anche a questo: per aiutare i figli ad essere autonomi, sia nella vita pratica che nei sentimenti, bisogna accompagnarli.
La Montessori diceva: AIUTAMI a fare da solo.
Non diceva: buttami nella mischia; né: fai tutto al posto mio.

 

Aiutami a fare da solo: stai con me, dammi fiducia, sostienimi con parole gentili, e poi lasciami volare.

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