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Yoga con i bambini all’aria aperta

Barbara Damiano 28.07.2017

Yoga con i bambini: è possibile? È uno sport adatto ai bambini, sia dal punto fisico che da quello psicologico? Lo abbiamo chiesto a Claudia Porta, autrice del libro “Giochiamo allo yoga”.

 

Come proporre lo yoga ai bambini?

 

Se uno dei genitori pratica lo yoga non ci sarà bisogno di proporlo: i figli li imiteranno spontaneamente. Se invece si desidera avvicinarsi alla pratica insieme si potrà utilizzare un libro o delle immagini che servano da guida. Le prime volte, sarà bene che l’adulto lo pratichi insieme ai bambini in modo da coinvolgerli maggiormente. In seguito basterà lasciare a disposizione il materiale (libro, carte o altro) perché i bambini pratichino da soli.

 

Per esempio potete scaricare le carte di yoga per bambini per iniziarli alla pratica in modo facile e divertente.

 

Se il bambino o i bambini non dimostrano interesse per lo yoga, sarà meglio evitare di forzarli e proporlo in un altro momento. Per risvegliare la loro curiosità l’adulto potrà praticare da solo davanti a loro.

 

Yoga con i bambini: da quali posizioni possono iniziare?

 

Molte delle posizioni dello yoga sono ispirate al mondo animale, molto amato dai bambini. Partendo da esse si può proporre la pratica sotto forma di gioco, proponendo ai piccoli di “interpretare” ciascun animale.

 

La posizione del gatto, quella del cane a testa in giù, della farfalla, o del leone sono tra le più semplici e divertenti e, non presentando controindicazioni, possono essere praticate in tutta sicurezza.

 

Prima di iniziare, spiegate ai bambini cosa sono inspirazione ed espirazione e mostrate loro, se necessario, come respirare attraverso il naso, invitandoli ad utilizzare questa modalità durante la pratica.

 

Yoga all’aperto: come fare

 

Trovate uno spazio in piano, all’ombra, e stendete a terra un telo o un tappetino per ciascun partecipante. Se siete in due potete mettervi uno di fronte all’altro, se invece avete un gruppetto disponetevi in cerchio. Spesso i bambini sgomitano per stare accanto all’adulto. Se così fosse mettetevi al centro o rinunciate al cerchio e state di fronte ai piccoli.

 

All’inizio basteranno una decina di minuti: qualche asana, un po’ di respirazione addominale (i bambini si sdraiano, mettono una mano sulla pancia e, chiudendo gli occhi, respirano immaginandola come un palloncino: quando inspirano la pancia si gonfia; quando espirano si rilassa e diventa come un palloncino sgonfio).

 

Concludete con un esercizio di rilassamento: invitate i bambini a immaginare il proprio corpo come una pallina di gelato. Ad ogni espirazione il gelato si scioglie e il corpo diventa pian piano più “morbido”. Dopo alcune respirazioni il gelato è completamente sciolto, liquido, e anche il corpo si è lasciato andare completamente. Invitateli poi a stirarsi e a sbadigliare prima di tornare a sedersi un attimo, e poi tornare pian piano alle proprie attività.

 

Molti bambini hanno difficoltà a stare fermi. Se non disturbano gli altri non intervenite: con una pratica regolare noterete, nel tempo, i progressi.

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